Riflessioni di un socialista in cattività!

- Il devastante effetto del "lockdown" su una mente fragile -

"La condizione di reclusione obbligatoria del periodo ante e post pandemico mi ha spinto a riflessioni che vorrei condividere con voi. E' richiesta pazienza, comprensione e propensione al martirio."

Mig

La playlist

Questa mattina mi sono svegliato (per fortuna), ma invece di trovare l’invasore ho partorito la malsana idea di leggere il giornale. Lo pago quindi lo leggo. (continua a leggere...)

La libertà

In questi giorni, essere cittadini ligi ed attenti al rispetto delle regole ha anche qualche vantaggio: il poter ad esempio considerare una reclusione domestica obbligatoria una specie di vacanza culturale interiore, che stimola le sinapsi, permettendo alla nostra mente di riattivare i collegamenti neuronali. (continua a leggere...)

Il torcicollo..  una storia vera

Ha ragione! L’avvocato difensore dell’Assessore ha proprio ragione, lo scaldacollo serve eccome! Io in moto lo uso sempre, anche d’estate quando i virus cattivi si autodisattivano in una sorta di suicidio collettivo di massa. (continua a leggere)

Leggiamo la nota del Signor Migazzi e non ci stupiamo. Bene ha fatto il Direttore a definire grevi e fuorvianti le considerazioni fatte, ma aggiungiamo: ci si dimentica che le battaglie per la libertà, anche di dire ciò che si pensa, sono di matrice socialista? Ed altre conquiste sociali, non stiamo ad elencarle, sono state promosse da socialisti ormai dimenticati. Non bisogna invece dimenticare che i socialisti, compresi i sottoscritti, si sono sempre battuti per adeguare ai tempi anche la politica. Per questo i socialisti si possono definire riformisti, contrariamente a quelli che, pur dichiarandosi “Sinistri”, sono per la conservazione (conservatori) dello status quo. Certo che si sono fatti degli errori, non li definiamo però disastri. Anzi, i “disastri” li stiamo vedendo dopo che gli elettori hanno intrapreso la strada del “populismo”, abbandonando quella della politica partitica. A questo punto, da socialisti riformisti, ci aspettiamo che l’elettore prenda coscienza della necessità di uscire dalla mediocrità e di sostenere una politica socialista. Per esserci come socialisti e per dimostrare che la dignità dei cittadini è un valore irrinunciabile! 
Alessandro Bertinazzo PSI Alto Adige

 

Legge elettorale - l'analisi  di Claudio Della Ratta

Noi socialisti siamo a favore del Rosatellum perché agevola le coalizioni.

A differenza di chi intende “correre” in beata solitudine, noi abbiamo sempre sostenuto un percorso che porti ad una coalizione di centrosinistra per il governo del Paese.

 

Il Rosatellum è in realtà il Mattarellum rovesciato, con un terzo di collegi uninominali maggioritari e due terzi di quota proporzionale con listini bloccati.

 

Siamo all’emergenza, non c’è tempo per approvare “la legge migliore”. C’è solo il tempo per approvare una legge che sia meglio dell’attuale. Che è quel che resta dell’Italicum alla Camera e quel che resta del Porcellum al Senato. Per di più con evidenti incompatibilità (le liste alla Camera, le coalizioni al Senato, lo sbarramento al 3% alla Camera e all’8% regionale al Senato).

 

Dunque meglio il Rosatellum che uniforma Camera e Senato, rende possibili, anzi necessarie, per l’una e per l’altro, le coalizioni, permette a una eventuale lista a sinistra e a destra del Pd di presentarsi coalizzate, permette a Forza Italia, nel caso lo volesse, di distinguersi dalla Lega.

 

Peccato per le liste bloccate. Siamo sempre stati favorevoli alle preferenze.

 

Certo era meglio non si fosse dovuti ricorrere alla fiducia, ma si rischiava di finire come a giugno con fior di emendamenti che vanificavano gli accordi presi. Chi urla al golpe dovrebbe forse riflettere sul fatto che questa proposta di legge è trasversalmente sostenuta dalla maggioranza dei parlamentari. Parlamentari che potevano nel caso accordarsi prima se volevano una legge migliore. Ma a parole ed a lamentarsi son tutti bravi, quando c’è da fare un passo indietro per il bene del Paese, cominciano i distinguo. Ognuno vuole una legge elettorale “a sua immagine e somiglianza”.

 

Inoltre localmente dobbiamo forse smetterla di pensare di essere l’ombelico del mondo, quando invece rappresentiamo lo zero virgola del Paese. O dovremmo affossare una legge nazionale perché l’SVP ottiene un rappresentante in più od in meno rispetto ai mille presenti a Roma ?

Per chi suona la campana?

Per chi suona la campana ?

Assistiamo in questa fase del dibattito politico ad un confronto-scontro basato più sui personalismi, sulle battute, sugli slogan, spesso persino sugli insulti;  quello che viene a mancare non solo per i cittadini che richiederebbero chiarezza e sintesi nella esposizione dei diversi programmi, ma anche per quanti  in qualche modo risultano ancora impegnati in politica all’interno delle diverse forze politiche, che con estrema fatica riescono ad identificarsi in questo confronto con tanta pochezza di contenuti.

Il risultato di questo scarso livello del dibattito politico è la mancata identificazione da parte di gran parte dei cittadini nei partiti o movimenti che si contendono il successo elettorale, e di conseguenza aumenta il partito dell’astensionismo, che diventa abbondantemente il primo partito del Paese, lasciando ai contendenti in campo la soddisfazione di crescere di qualche punto in percentuale, o di perdere qualche fetta di elettorato in percentuale, senza considerare che la ormai diffusa non partecipazione al voto rappresenta la più grande delle sconfitte della democrazia.

Una politica che ha visto negli ultimi anni mescolarsi prima una politica funzionale ad interessi personali caratterizzata dal berlusconismo, poi la caduta dei riferimenti ideologici profusa da Veltroni nella nuova collocazione del PD , e da ultimo prevalere il populismo e il qualunquismo della Lega, ed in mezzo il vaffaday dei grillini : in questo contesto è cresciuta la disaffezione dei cittadini in generale.

Soprattutto la sinistra e il centrosinistra  stanno pagando un caro prezzo al consenso elettorale, legato proprio alla non partecipazione al voto. Sarebbe necessario tentare di ricostruire un percorso che ritrovi come battaglia politica di fondo la riaffermazione dei valori della solidarietà, il forte impegno teso a diminuire le diseguaglianze sociali ed economiche esistenti, e abbandonare la politica degli annunci e delle promesse per passare alla politica delle grandi riforme e non dei bonus o dei piccoli interventi settoriali.

Il centrosinistra così disgregato sembra non preoccuparsi della risposta  che potrebbe venire dalla domanda “Per chi suona la campana ?” , perché , come ha scritto nella sua poesia John Donne, dalla quale ha poi preso il titolo il famoso libro di Heminguay , “Non andare mai a chiedere per  chi suona la campana ; essa suona per te”. E in questo contesto Donne esprime il concetto secondo cui nessun uomo è un'"isola" e cioè non può considerarsi indipendente dal resto dell'umanità.

Così, a mio avviso oggi, se un singolo partito (nel caso il PD) decidesse di non considerarsi indipendente dal contesto del suo  quadro politico di riferimento, il centrosinistra, probabilmente potrebbe riprendere forza un percorso finalizzato al rilancio di nuove politiche, di nuove idee, e soprattutto di azioni  e programmi capaci di riconquistare l’interesse di vaste fasce di elettori e cittadini del nostro Paese.

Ardelio Michielli

La geringonca

In questo video di Repubblica, per chi abbia voglia di vederlo e ascoltarlo, vengono evidenziati i risultati ottenuti dal Governo porteghese a guida socialista (Antonio Costa) dal 2005, governo di minoranza sostenuto da due partiti della sinistra “euroscettici”, che hanno portato in due anni il Portogallo ad una ripresa economica eccezionale e ad un grande consenso tra la popolazione con un programma “alternativo all’ austerità”. Hanno chiamato questo governo e questa esperienza politica “Geringonca” (che significa macchinetta, come dire governo che è in grado di produrre poco) . Bellissimo nel filmato il richiamo alla rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974, la “Geringonca” è diventata un simbolo di speranza . Ci sono in Europa possibilità di proposte di governo alternative al conservatorismo e al populismo ; bisogna saper proporre programmi e modalità di governo che siano vicini alle esigenze dei cittadini e soprattutto alle classi più deboli, con interventi mirati a ridurre le diseguaglianze sociali. Buona visione a tutti e buona “geringonca” .

Ardelio Michielli

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